La dieta mediterranea

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La dieta mediterranea

Cosa è
La denominazione “Dieta Mediterranea” indica un elemento del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO relativo alla cultura del mangiare in ambito mediterraneo.

Il termine “Dieta” si riferisce all’etimo greco “stile di vita”e la denominazione “Dieta mediterranea” è l’insieme delle pratiche, delle  rappresentazioni, delle espressioni, delle conoscenze, delle abilità, dei saperi e degli spazi culturali con i quali le popolazioni del Mediterraneo hanno creato e riprodotto nel corso dei secoli una continua interazione tra l’ambiente culturale, la organizzazione sociale, l’universo mitico e religioso intorno al mangiare.

La Dieta Mediterranea è molto più che un semplice alimento si fonda nel legame con la terra e le stagioni, nel rispetto per il territorio e la biodiversità. Garantisce la conservazione e lo sviluppo delle attività tradizionali e dei mestieri collegati alla pesca e all'agricoltura nelle comunità del Mediterraneo, come per esempio nelle zone della Soria in Spagna, Koroni in Grecia, Cilento in Italia e Chefchaouen in Marocco.

Le donne svolgono un ruolo indispensabile nella trasmissione delle competenze, così come della conoscenza di riti, gesti tradizionali e celebrazioni, e nella salvaguardia delle tecniche.

Un po’ di storia moderna.

Il primo ad intuire la connessione tra alimentazione e malattie del ricambio fu il medico nutrizionista Lorenzo Piroddi, nel 1939, considerato il “padre” della dieta mediterranea. Qualche anno dopo fu lo scienziato americano Ancel Keys che, trasferitosi a Pioppi, nel Comune di Pollica, rimase nel Cilento per 28 anni, studiando accuratamente l’alimentazione della popolazione locale e giungendo alla conclusione che la dieta mediterranea apportava evidenti benefici alla salute e l’ha considerata ideale per prevenire infarti, arteriosclerosi, tumori e malattie del metabolismo. Il suo ragionamento partiva dall’allora scarsa incidenza delle malattie coronariche al Sud e qui riuscì a provare la relazione tra l’assunzione dell’olio d’oliva e il funzionamento dell’apparato cardiocircolatorio. Così la descriveva Keys: "pasta in many forms, leaves sprinked with olive oil, all kinds of vegetables in season, and often cheese, all finished off with fruit and frequently washed down with wine" (vari tipi di pastasciutte, ortaggi a foglia conditi con olio di oliva, tutti gli ortaggi di stagione, spesso il formaggio, la frutta che conclude il pasto e il vino che lo annaffia).

Più recentemente si deve all’appassionato impegno di Angelo Vassallo, Sindaco di Pollica (SA), che è stato barbaramente ucciso nel settembre scorso, se il riconoscimento dell’UNESCO ha premiato più che un modello alimentare, peraltro prezioso e salutare, una vera e propria filosofia di vita  che va dal paesaggio alla tavola.

Cibi e ricette.

La Dieta Mediterranea è caratterizzata da un modello nutrizionale rimasto costante nel tempo e nello spazio, costituito principalmente da olio di oliva, cereali, frutta fresca o secca, e verdure, una moderata quantità di pesce, latticini e carne, e molti condimenti e spezie, il tutto accompagnato da vino o infusi, sempre in rispetto delle tradizioni di ogni comunità.

Lenticchie, fagioli, melanzane e tanto pesce azzurro: erano i piatti preferiti da Ancel Keys, come sono raccontati da Delia Notaro, la donna che per oltre 30 anni è stata la cuoca della famiglia Keys. Delia Notaro, che oggi ha più di 70 anni, nata e cresciuta a Pioppi, conobbe Keys all'indomani del suo arrivo nel centro cilentano, nei primi anni Sessanta.

I piatti tipici della cucina mediterraea non prevedono lunghe elaborazioni né lunghe cotture, limitano l'utilizzo di grassi animali, come il burro.

I condimenti sono infatti ridotti all'essenziale: olio d'oliva, soprattutto extravergine,molto spesso utilizzato a crudo, oramai considerato non più solo un condimento ma un vero e proprio alimento pregiato.

Il valore economico.

I prodotti della dieta mediterranea made in Italy valgono, secondo le stime della Coldiretti, 200 miliardi di euro, che gli italiani e gli stranieri spendono in un anno per acquistare pasta, olio, vino, conserve di pomodoro, frutta e verdura italiana.

Il successo all’estero dei prodotti della dieta mediterranea rappresentano anche un volano di sviluppo per il turismo enogastronomico che vale cinque miliardi di euro e si conferma il vero motore della vacanza made in Italy, unico segmento in costante e continua crescita nel panorama dell’offerta turistica nazionale.