LIMITI TRA NUTRIZIONE E DOPING NELLA PRATICA SPORTIVA - PARTE 1

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CORRETTA NUTRIZIONE, INTEGRATORI ALIMENTARI, DOPING, PRATICA SPORTIVA

L'argomento interessa non solo un sempre più vasto pubblico di sportivi sia praticanti sia semplici appassionati ma anche il cittadino/consumatore che vuole tenersi aggiornato e informato su temi di grande rilevanza e di estrema attualità. Con l'aiuto del Dr. Adelfio Liviani, specialista in Scienze delle Attività Motorie cerchiamo di approfondire la materia.

Si è convinti che l'attività motoria abbia un effetto terapeutico sulla prevenzione primaria, secondaria e sulla gestione delle  “patologie del benessere economico” (health management) che affliggono l'Italia e gli altri Paesi industrializzati: patologie dismetaboliche, diabete di tipo 2, dislipidemie, sovrappeso, obesità, patologie cardiovascolari, oltre a tutte le alterazioni posturali a carico della colonna vertebrale e alle patologie muscolo-scheletriche. Infatti, mai come nell'attuale periodo storico di crisi economica e finanziaria, la “prevenzione” è diventata sinonimo di “risparmio”, in riferimento alla spesa sanitaria pubblica.
Ciò ha giustificato l'esplosione del fenomeno del fitness e del wellness, che riguarda una fetta di popolazione sempre più ampia e che investe ormai tutte le fasce d'età, mentre, al contrario, lo sport a livello agonistico provoca spesso danni e patologie sia al corpo sia alla psiche.
Una delle piaghe che maggiormente si sono evidenziate negli ultimi anni riguarda il fenomeno del doping.
Mentre tale fenomeno è stato ben definito nello sport agonistico (lista WADA – World Anti-Doping Agency) con una lista che definisce in modo preciso le categorie di sostanze e/o metodiche vietate anche perché potenzialmente dannose per la salute, al contrario nell'attività motoria amatoriale e sportiva dilettantistica, che è alla portata di tutti, il fenomeno del doping sembra perdere questi  margini così netti e la consapevolezza del possibile danno, presente invece nella maggior parte degli atleti professionisti.
Oltre al doping propriamente detto, nei centri di attività motorie (palestre, centri fitness &  wellness, etc.) spopola la reclame di protocolli nutrizionali quali diete iperproteiche o dimagranti “fai da te” associati a tutti quei prodotti da banco come vitamine, integratori alimentari, bevande energetiche, barrette proteiche e compresse reclamizzate come “miracolose” che, a parte i potenziali rischi di assunzione non controllata, inducono i praticanti del fitness e delle attività sportive dilettantistiche, giovani e anziani, verso una sorta di psicologia comportamentale quasi di dipendenza che è molto correlata alla “filosofia del doping”.
L’attenzione verso le pratiche collaterali (integrazioni, regimi dietetici) ha, in taluni casi, distolto l’attenzione dal vero scopo che la pratica dell’attività fisica dovrebbe avere. L' attività fisica infatti è un potentissimo strumento per la salute, per la prevenzione di numerosissime patologie e per il raggiungimento del benessere psicofisico e sociale.
Voglio richiamare l'attenzione verso un mondo sempre più complesso e in espansione come quello degli integratori nutrizionali (o alimentari), prodotti da banco, preparati vitaminici, composti erboristici e fitoterapici.
Infatti è ormai molto diffuso l'utilizzo di integratori nell'esercizio fisico, alcuni dei quali potrebbero essere utili per l'organismo, altri, per i quali non vi sono prove della loro utilità, possono addirittura essere dannosi per i praticanti.
È piuttosto difficile scegliere un criterio di classificazione per  la vasta gamma di integratori che si trovano in commercio. Uno dei criteri si basa sulla loro finalità  secondo quanto definito dal Provvedimento del Ministero della Salute, GU 297/02 del 19.11.2002:
• prodotti finalizzati a un'integrazione energetica;
• prodotti finalizzati al reintegro delle perdite idrico-saline causate dalla sudorazione conseguente all'attività muscolare svolta;
• prodotti finalizzati all'integrazione di proteine;
• prodotti finalizzati all'integrazione di amminoacidi e derivati;
• altri prodotti di significato nutrizionale e adatti per un intenso sforzo muscolare;
• combinazioni varie dei precedenti prodotti.

 

Cosa è il doping
Per meglio comprendere il significato della parola “doping” è necessario analizzarne l'etimologia. Infatti il termine ha diverse origini:

- un'origine inglese, dal verbo “to dope” che vuol significare “somministrare sostanza stimolante o inibente”. Originariamente questo termine era riferito soprattutto agli animali, e ai cavalli in particolar modo;

- un'origine dal sostantivo “dop”, che rimanda ad una bevanda alcolica utilizzata dalle popolazioni africane come stimolante nelle danze tribali e in alcuni rituali;

- un'origine olandese, in base alla parola “doop”, che  sta ad indicare una “salsa densa” a base di tabacco e semi di una pianta (Datura stramonium) ricchi di sostanze alcaloidi, utilizzata per sedare.

Per avere una definizione più chiara e precisa è necessario considerare la legge di riferimento, la legge n. 376 del 14 dicembre 2000 "Disciplina della tutela sanitaria delle attività sportive e della lotta contro il doping". In base all'art 1, costituiscono doping la somministrazione o l’assunzione di farmaci o disostanze biologicamente o farmacologicamente attive e l’adozione o la sottoposizione a pratiche mediche non giustificate da condizioni patologiche ed idonee a modificare le condizioni psicofisiche o biologiche dell’organismo al fine di alterare le prestazioni agonistiche degli atleti. Ai fini della presente legge sono equiparate al doping la somministrazione di farmaci o di sostanze biologicamente o farmacologicamente attive e l’adozione di pratiche mediche non giustificate da condizioni patologiche, finalizzate e comunque idonee a modificare i risultati dei controlli sull’uso dei farmaci, delle sostanze e delle pratiche indicati nel comma 2.

In sostanza il doping consiste:
a) nell'impiegare sostanze vietate comprese in un elenco di quelle proibite e che quindi non si possono utilizzare nella pratica sportiva e/o durante la fase d'allenamento,
b) nel ricorrere a metodi illeciti, sia per alterare la performance sportiva, sia , conseguentemente, per la manipolazione dei campioni utilizzati per il controllo antidoping.
Anche i suddetti parametri sono stati definiti per legge (Decreto del Ministero della Salute e delle Politiche Sociali del 12 marzo 2009) considerando le direttive della WADA (World Anti-Doping Agency) dell'anno 2009.
Importante è specificare l'anno di riferimento poiché l'agenzia WADA aggiorna ogni anno la lista delle sostanze e dei metodi ritenute/i “dopanti”: per maggiori informazioni si visiti il sito web  http://www.wada-ama.org/

 Inoltre, l'Agenzia monitora le “nuove” sostanze non ancora in elenco (quindi non ancora vietate) ma che sono utilizzate in ambito sportivo e gli effetti che queste producono, generalmente queste sostanze vengono indicate come “sostanze a rischio doping”. 
Un esempio è costituito da integratori e sostanze ergogeniche a rischio doping quali: vitamine, amminoacidi a catena ramificata (BCAA), creatina, carnitina, alcool, caffeina, guaranà, ginseng.

 

Integratori nutrizionali nella pratica sportiva

Sono sostanze alla portata di tutti che assumono il nome di “integratori” ed “ergogeni” e che sono sempre più utilizzate nello sport dilettantistico e nelle attività motorie in generale.

Probabilmente le nuove disposizioni enunciate nell'ultima Lista WADA 2012 rendono ancora più sottile il confine tra abuso di integratori e doping. Molti degli integratori nutrizionali infatti, soprattutto in riferimento alle sostanze ergogeniche e ai sempre più innumerevoli prodotti da banco presenti in commercio, sono considerati “a rischio doping”.

Non dimentichiamo infatti che molti prodotti commercializzati come “naturali” in realtà contengono principi attivi che li rendono equivalenti, o comunque molto simili, a veri e propri farmaci.

È importante considerare la definizione della classe S0, “sostanze non approvate”: “Qualsiasi sostanza farmacologica non compresa in alcuna delle sezioni della Lista e che non sia stata oggetto di approvazione da parte di autorità sanitarie governative di regolamentazione per l'uso terapeutico umano (ad es. farmaci in via di sviluppo pre-clinico o clinico o non più autorizzati, farmaci in fase di sviluppo, medicinali ad uso veterinario) è sempre proibita.

Gli Integratori ed ergogeni sono un gruppo di sostanze e/o di alimenti con una composizione specifica utilizzati per integrare il bisogno di nutrienti in caso di carenza o di aumento del fabbisogno ed in grado di aumentare il lavoro muscolare.

 

Integratori di origine glucidica

  • Soluzione di glucosio ed elettroliti al 6-8%: rallenta la disidratazione, fornisce supplemento di glucosio plasmatico ai muscoli e ne aumenta il tempo di lavoro; da consumarsi soprattutto in ambiente caldo-umido, ogni 15 minuti durante un esercizio di endurance.
  • Diidrossiacetone fosfato: incrementa il metabolismo glicolitico ed ossidativo, considerando una dose di 16-75 g al giorno; se associato al piruvato accentua la perdita di grasso, poiché utilizzato come substrato energetico ed aumenta quindi la durata dell'esercizio.
  • Integratori di origine lipidica
  • Acidi linoleici coniugati: sembrerebbero ritardare la perdita di tessuto osseo e potenziare la risposta immunitaria.
  • Trigliceridi a media catena: hanno una rapida diffusione nei mitocondri; costituiscono un'efficiente fonte energetica aumentando le prestazioni di endurance,consentono il risparmio dei depositi di glucosio muscolare durante gare intense (es. ciclismo).
  • Acidi grassi omega_3: sono utilizzati come antiossidanti, migliorano la risposta immunitaria, riducono il rischio cardiovascolare; negli atleti potrebbero aiutare a mantenere la funzione immunitaria e a ridurre il danno muscolare; pesce ed olio extravergine d'oliva sono due alimenti in cui si ritrova una grande quantità di acidi grassi omega-3.
  • Integratori di origine proteica
  • Arginina, ornitina, lisina: questi amminoacidi possono stimolare la produzione di GH (ormone della crescita), risparmiando massa muscolare; l'arginina inoltre migliorerebbe lo stato immunitario; vengono utilizzati nella dose di 10-25 g al giorno soprattutto in atleti del body building, infatti l'effetto può essere quello dell'incremento della forza e della massa muscolare.
  • L- carnitina: è un acido carbossilico a corta catena, contribuisce a modulare il metabolismo del coenzima A e agisce come trasportatore di acidi grassi ai mitocondri. In base ad alcuni studi una dose giornaliera di 0,5-2 g può aumentare l'ossidazione dei grassi e migliorare l'efficienza cardiovascolare durante l'esercizio fisico (aumento della VO2-max). Altri studi di settore invece non hanno evidenziato questi effetti.
  • Creatina: è un composto intermedio del metabolismo energetico sintetizzato dal fegato (1g/die) a partire da arginina, S-adenosil metionina e glicina. Viene utilizzata dai mammiferi nei meccanismi anaerobici alattacidi per la sintesi di ATP durante i primi secondi della contrazione muscolare. In tali condizioni aumenta il contenuto di creatinfosfato (o forsfocreatina) muscolare e di conseguenza la disponibilità energetica durante queste fasi dell'esercizio. In particolare migliora le prestazioni nel corso di esercizi molto intensi e ripetuti di breve durata (ad esempio: sollevamento pesi).
  •  Beta-idrossi-beta-metilbutirrato: utilizzato alla dose di 1,3–3 g al giorno, è un metabolita della leucina e, come questa, sarebbe in grado di inibire la degradazione di proteine nel corso dell'esercizio fisico.
  • Integratori di origine vitaminica
  • Vitamina B6 (Piridossina): sembrerebbe aumentare i livelli di serotonina ed essere utile in sport di precisione (tiro con l'arco, tiro con pistola, etc.), in associazione ad altre vitamine del gruppo B, in particolare con le vitamine B1 e B12.
  • Vitamina B12 (Cianocobalamina): utilizzata in associazione alla vitamina B6.
  • Acido pantotenico: non vi sono prove sul fatto che migliori le prestazioni fisiche, ma sembra poter ridurre l'accumulo di acido lattico. Agisce da precursore per la biosintesi del coenzima-A.
  • Beta-carotene: potrebbe aiutare gli atleti a sopportare meglio la fatica, in quanto, agendo da antiossidante, può ridurre la perossidazione dei lipidi indotta dall'esercizio fisico.
  • Vitamina C: antiossidante, una delle vitamine più conosciute e più utilizzate per l'integrazione nutrizionale, potrebbe stimolare il sistema immunitario, riducendo le infezioni delle prime vie aeree.
  • Vitamina E: può migliorare le prestazioni degli sportivi in ambienti ad elevata altitudine.
  • Integratori di origine minerale
  • Boro: aumenta la concentrazione ormonale di testosterone e b-estradiolo, ma non si è dimostrato capace di migliorare le prestazioni fisiche e la massa muscolare alla dose di 2,5 mg al giorno per un periodo di 7 settimane.
  • Cromo: potrebbe ridurre la massa grassa incrementando la massa muscolare.
  • Fosfati: potrebbero migliorare il metabolismo aerobio nelle attività di endurance, utilizzati alla dose di 4 g al giorno per 3 giorni.
  • Bicarbonato di sodio: anche se non tutti gli studi lo dimostrano, sembrerebbe che l'impiego del bicarbonato di sodio, alla dose di 300 mg per kg di peso corporeo per attività non inferiori a 30 secondi e non superiori a 10 minuti (durata ottimale 4-10 minuti) o per esercizi ripetuti di elevata intensità senza adeguato riposo, possa essere utile nel raggiungimento di prestazioni fisiche migliori. Il bicarbonato di sodio è un sale in grado di tamponare, grazie al fenomeno dell’idrolisi basica a carico dello ione bicarbonato, l'acido lattico prodotto durante la fase anaerobia di un esercizio di elevata intensità. Ciò consente di continuare a produrre per un più lungo, ma pur sempre limitato, periodo ATP attraverso la glicolisi anaerobia, senza portare il pH ad un livello tale da produrre affaticamento. Attualmente non ne è proibito l'utilizzo, ma il suo uso cronico è sconsigliato in soggetti ipertesi poiché provoca disturbi del bilancio di acqua e sodio.
  • Estratti di piante
  • Polline d'api: spesso associato o utilizzato in sostituzione a miele e pappa reale (miele + yogurt), rappresenta una buona fonte energetica nella fase di recupero dopo un esercizio intenso; utile per tutti i sistemi energetici dell'organismo (ATP-creatinfosfato, acido lattico, sistema aerobico).
  • Gamma-orizanolo: rappresenta una classe di fitosteroli in grado di incrementare la risposta ormonale anabolica dell'organismo in risposta all'esercizio fisico (stimolerebbe la produzione di ormone della crescita GH e testosterone).
  • Ginseng: comunemente assunto sotto forma di bevanda (caffè al ginseng), attiva l'asse ipotalamo-ipofisi-surrene e può potenziare tutti e 3 i sistemi energetici dell'organismo (azione analoga è svolta dal guaranà).
  • Yohimbina: è un alcaloide estratto da una pianta originaria dell'Africa, aumenta i livelli di testosterone e migliora la massa e la forza muscolare. Può anche aumentare i livelli di noradrenalina e contribuire alla perdita di peso.

Di altra origine

  • Alcol: sostanza di facile reperimento, potrebbe risultare utile negli sport di precisione (tiro con l'arco, lancio del giavellotto, etc.) visto che rimuove lo stato d'ansia. L'utilizzo è considerato illegale e può portare a sanzioni.
  • Caffeina: anche questa è una sostanza di facile reperimento e largo utilizzo, migliora il metabolismo energetico e le prestazioni mentali. Stimola il sistema nervoso centrale e induce la liberazione di adrenalina, che può migliorare le prestazioni cardiovascolari. Aumenta anche l'utilizzo degli acidi grassi liberi durante l'attività aerobica e stimola la liberazione di calcio (Ca++) dal reticolo sarcoplasmatico favorendo una contrazione muscolare più intensa nel corso dell'attività anaerobica. A concentrazioni urinarie superiori a 12 mg/L è considerata sostanza dopante.
  • Coenzima Q10: agisce come antiossidante, si ritrova a livello mitocondriale ed è coinvolto nel trasporto degli elettroni per la produzione di ATP attraverso la fosforilazione ossidativa. Contribuisce a contrastare l'attività dei radicali liberi che si producono nel corso di un'intensa attività fisica di tipo aerobico. Inoltre, sembra essere in grado di migliorare la funzione cardiaca, la capacità aerobica e la prestazione sportiva soltanto nei soggetti cardiopatici.

 

Integratori in base alla loro finalità.
Il Ministero della Sanità nel 1999 ha emanato disposizioni circa l'utilizzo degli integratori alimentari nello sport, tali disposizioni sono state confermate dal Provvedimento del Ministero della Salute del 19.11.2002, dove gli integratori vengono definiti come alimenti adatti per uno sforzo muscolare intenso e vengono classificati in base alla loro finalità, secondo questo ordine: 
- prodotti finalizzati a un'integrazione energetica: contengono almeno 200 kcal a porzione ed un apporto vitaminico di almeno il 30% della razione giornaliera raccomandata. Contengono carboidrati, vitamine del gruppo B (B1, B2, B6), PP e C. Se contengono lipidi (poliinsaturi) come fonte energetica, è obbligatoria la presenza di antiossidanti (vitamina E nella quantità di 0,4 mg per 1 g di lipidi).
- prodotti finalizzati al reintegro delle perdite idrico-saline causate dalla sudorazione conseguente all'attività muscolare svolta: prodotti energetici con aggiunta di sali minerali, contenenti anche carboidrati semplici (glucosio e/o fruttosio) o maltodestrine. Contengono sodio (Na+) alla concentrazione massima di 1035 mg/L, cloro (Cl-) 1278 mg/L, Potassio (K+) 292 mg/L, Magnesio (Mg++) 50 mg/L, in modo tale che la concentrazione della soluzione sia compresa tra 2–6%. Risulta facoltativa l'aggiunta di vitamine.
- prodotti finalizzati all'integrazione di proteine: prodotti che hanno una prevalenza di calorie di origine proteica. Risulta necessaria l'integrazione con la vitamina B6 alla dose di 0,02 mg per 1 g di proteine.
-prodotti finalizzati all'integrazione di amminoacidi e derivati: si dividono, a loro volta, in 3 categorie: “ramificati”, “essenziali” e “derivati di amminoacidi” (creatina).
        *Gli AA ramificati comprendono leucina, iso-leucina e valina in un rapporto di 2:1:1, in quantità non superiore a 5g in totale, preferibilmente associati a vitamine B1 e B6 in dosi non inferiori al 30% di quelle raccomandate.
        *Gli AA essenziali, tenendo conto delle fonti proteiche totali della diete, vanno assunti in adeguata proporzione tra i diversi tipi e a dosi frazionate durante l'arco della giornata.
         *Invece, per quanto riguarda i derivati di AA, la più conosciuta è la creatina, che va assunta alla dose di 4-6 g al giorno per non più di un mese, trascorso il quale non bisogna superare i 3 g al giorno. Il discorso “creatina” è di grande attualità, visto il suo largo utilizzo come integratore nelle palestre. Bisogna ricordare che nel nostro organismo la creatina deriva dal metabolismo della S-adenosil-metionina a partire dagli amminoacidi glicina e arginina, il suo fabbisogno giornaliero è di circa 2 g in un soggetto adulto maschio di 70 Kg di peso corporeo e a questo fabbisogno provvede la sintesi endogena e/o l'apporto nutrizionale di carne e pesce. Nei soggetti vegetariani e vegani la creatina deriva direttamente dalla sintesi endogena. Si discute molto sui suoi effetti, essendosi dimostrata efficace ai fini della prestazione muscolare, soprattutto nell'attività anaerobica e quindi nell'esecuzione di esercizi brevi e intensi, ripetuti a distanza di 20-60 secondi (100 metri, sollevamento pesi, tonificazione, body building, body sculpture). L'assunzione di creatina comporta anche una ritenzione idrica, che a sua volta comporta un aumento di peso variabile tra 0,5-1,5 Kg (condizione sicuramente sfavorevole per gli atleti di endurance). Assunta a piccole dosi e per brevi periodi, la creatina sembra essere ben tollerata, ma a dosi elevate può causare disturbi dell'apparato gastro-enterico (dolore addominale, diarrea), del sistema muscolo-scheletrico (crampi e traumi muscolo-tendinei), dell'equilibrio idro-salino (disidratazione extracellulare). Inoltre, bisogna considerare l'ipotesi che la creatina assunta ad alte dosi può diventare una sostanza potenzialmente cancerogena in seguito alla sua metabolizzazione a formaldeide, sostanza ritenuta capace di effetti mutageni e citotossici ed aterogeni. 
         *altri prodotti di significato nutrizionale e adatti per un intenso sforzo muscolare: a questa categoria appartengono varie sostanze utilizzate dagli atleti e dotate di attività farmacologica, come ad esempio la caffeina, il glicerolo, il cromo e gli antiossidanti.
          *combinazioni varie dei precedenti prodotti: un insieme di sostanze, utilizzate come integratori, la cui composizione è variabile.

 

 

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