PIù ACQUA DEL RUBINETTO, MENO ACQUA IN BOTTIGLIA

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ACQUA DEL RUBINETTO, ACQUA DEL SINDACO, ACQUA POTABILE

S ta crescendo anche il consumo di acqua del rubinetto da parte delle famiglie. Non si sa se è l'effetto della crisi (per una volta, possiamo parlare di effetto positivo?) o il frutto di una nuova consapevolezza anche sull'onda del referendum sull'acqua bene pubblico, fatto sta che secondo i dati Istat, la fiducia delle famiglie italiane nei confronti dell'acqua del rubinetto è aumentata negli ultimi anni: se nel 2002 il 40% ammetteva la propria sfiducia, nel 2011 il rapporto è diminuito a solo 3 famiglie ogni 10.
Un aumento dell’apprezzamento dovuto sicuramente anche agli alti costi dell’acqua in bottiglia: la spesa mensile per l’acquisto di acqua minerale infatti è di oltre 19 euro, pari quasi a quanto si paga per il servizio di acqua potabile, circa 20 euro. Chi si affida all’acqua in bottiglia paga dunque due volte l’acqua che beve.
Limitiamo il consumo di acqua in bottiglia ai casi e situazioni in cui non è disponibile una buona acqua del rubinetto, oppure a che necessita di un'acqua con particolari caratteristiche. E’ solo ed esclusivamente una questione di abitudine. Un’abitudine però che costa cara al portafoglio e all’ambiente.

 

Ottime iniziative
Due ottime iniziative sono da segnalare a proposito ridurre il consumo di acqua in bottiglia.
La prima è la campagna "Imbrocchiamola" promossa da Altreconomia e Legambiente (sito web: www.imbrocchiamola.org), i cui obiettivi sono di ridurre i costi ambientali legati a produzione, trasporto e smaltimento delle acque in bottiglia e incentivare il consumo dell'acqua di rete come risorsa di qualità da valorizzare e non sprecare.


La seconda ottima iniziativa è il Progetto "Le case dell'acqua" della città di Milano (sito web: www.milanoblu.com). Sono stati di recente inaugurati cinque erogatori con il marchio del Comune e di Milano Blu che erogano la stessa acqua che sgorga dai rubinetti delle case dei milanesi, ma con la possibilità di scegliere tra liscia e gassata. Gli impianti sono stati finanziati dal Comune di Milano con un contributo regionale, progettati e realizzati da Metropolitana Milanese Spa e situati tutti in parchi o giardini. Il costo complessivo dell’investimento, con allacciamenti e spese tecniche, ammonta a circa 189 mila euro.
Il servizio si attiva mediante la Carta regionale dei Servizi della Lombardia. Possono essere prelevati gratuitamente fino a 6 litri d’acqua al giorno a persona. Per localizzare i distributori dell' "acqua del sindaco" potete consultare il sito www.milanoblu.com.


Ogni distributore ha un piano d’appoggio per le bottiglie con una vaschetta raccogli gocce collegata direttamente allo scarico, per evitare la fuoriuscita d’acqua che, d’inverno, potrebbe ghiacciare. Una lampada UV battericida sul beccuccio di erogazione garantisce la protezione da contaminazioni durante l'erogazione. Ogni macchina, inoltre, è a norma di legge per le persone con disabilità, è dotata di un monitor per la trasmissione di comunicazioni e informazioni ai cittadini e di impianto di illuminazione notturna a LED con basso consumo elettrico.
Ci sono, infine, quattro telecamere e pulsanti elettrici per la sicurezza e la registrazione di atti vandalici.
L'iniziativa di Milano non è certamente l'unica, ne esistono già molte in città e comuni grandi e piccoli, ma è un indubbio segnale di cambiamento di tendenza che una grande città come Milano si sia lanciata con decisione su questo fronte.
Notizie incoraggianti avanzano, qualcosa si muove, le persone intelligenti non stanno ferme; come dicevo, è solo una questione di abitudine.
 

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