"No all'acqua in bottiglia" anche negli USA

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In questi giorni un'Associazione no profit americana sta lanciando una nuova campagna per bloccare le interferenze di alcuni grandi aziende transnazionali, tra le quali la Coca Cola, sulle politiche ambientali americane.


Nel 2011 l'amministrazione del parco Nazionale del Grand Canyon, il parco più visitato degli USA con circa 5 milioni di visitatori all'anno (foto sotto), installò all'interno dei confini del parco delle stazioni di riempimento delle bottiglie d'acqua e stava programmando un'azione a tappeto per eliminare l'acqua imbottigliata da tutti i negozi del parco. La Coca Cola, che è uno dei maggiori finanziatori della Fondazione dei Parchi Nazionali americani e leader delle aziende produttrici di acqua in bottiglia, si oppose e ottenne che il progetto fosse accantonato. Allora, la Corporate Accountability International (http://www.stopcorporateabuse.org) mise in piedi un'iniziativa per controbattere il tentativo della Coca Cola di influenzare le politiche ambientali dei Parchi Nazionali americani. Più di 40 mila persone e 150 gruppi auto-organizzati inviarono messaggi alla Coca Cola e sostennero l'iniziativa del Parco.

 

 


Il successo fu clamoroso e nel febbraio 2012 l'Amministrazione del Parco Nazionale del Grand Canyon invitò educatamente la Coca Cola ad "andare a spasso" (letteralmente "to take a hike") e proseguì nel suo progetto di messa al bando dell'acqua imbottigliata all'interno dei confini del parco.
La mobilitazione è proseguita e da allora 6 stati americani, 140 città e un numero crescente di Università hanno dichiarato di voler mettere fine alla spesa per l'acqua in bottiglia, facendo risparmiare i cittadini e rilanciando la fiducia nell'acqua del rubinetto, "l'acqua del sindaco" come diremmo noi. Ma neanche la Coca Cola ha mollato la presa e ritenta il suo giochetto con altri parchi e altri luoghi dove la natura è protetta, come la zona ricreativa del Golden Gate a San Francisco, California, o il Parco Nazionale del Mount Rainier nello stato di Washington (foto sotto).


La Corporate Accountability International ha quindi deciso di rilanciare la sua campagna "Think ouside the bottle" ("Pensare al di fuori della bottiglia") che promuove, protegge e garantisce i finanziamenti pubblici per i sistemi idrici pubblici e sfida la comunicazione ingannevole dell'industria delle acque in bottiglia. La campagna invita singoli individui, associazioni, pubblici ufficiali, gruppi religiosi, ristoranti, celebrità, studenti delle scuole superiori e universitari a lavorare insieme per sostenere i sistemi idrici pubblici, preferendo l'acqua del rubinetto al posto dell'acqua in bottiglia.
Questo è il sito dove si può aderire alla campagna "Think ouside the bottle":
http://www.stopcorporateabuse.org/campaigns/challenge-corporate-control-water/think-outside-bottle#
Questo è invece il sito dove si può vedere il filmato realizzato da Corporate Accountability International per combattere la comunicazione ingannevole per promuovere il consumo dell'acqua in bottiglia:
http://www.stopcorporateabuse.org/video/story-bottled-water#
 

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