Prodotti biologici: la qualità è dimostrata

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I prodotti biologici tengono bene il mercato nonostante la crisi. Anzi si ritagliano una fetta sempre più spessa di estimatori soddisfatti.

E' indubbio che i prodotti biologici hanno un'immagine di qualità percepita molto bene dal consumatore ed è il motivo che ha portato ai dati di mercato che hanno sempre un indice positivo, in controtendenza rispetto al settore alimentare nel suo complesso.

Occorre rafforzare e tutelare questa immagine di prodotto di qualità, operando a tutti i livelli, dalla ricerca di semi, varietà e specie adatti alla coltivazione biologica, ai controlli senza trascurare la filiera produttiva, con un'attenzione particolare alle importazioni, che sembrano uno dei punti chiave della qualità dei prodotti e quello dove più facilmente si scorgono smagliature nella rete. 
L'immagine di qualità dei prodotti biologici è finalmente certificata anche dalla comunità scientifica internazionale, una parte della quale era stata fino a pochi anni fa agnostica per non dire scettica rispetto al biologico.
Ormai sono decine le pubblicazioni scientifiche su riviste prestigiose che dimostrano la maggiore qualità dei prodotti biologici rispetto ai prodotti convenzionali.
In cosa si traduce questa maggiore qualità? Sostanzialmente i prodotti biologici, soprattutto quelli di origine vegetale (cereali, ortaggi, frutta), contengono una quantità più alta di nutrienti e una ridotta quantità di contaminanti e di nitrati. I prodotti vegetali sono quelli che hanno finora consentito di raccogliere più dati, anche perché il ciclo di accrescimento e di vita delle piante è più breve rispetto a quello degli animali, per i quali occorrono studi di durata ancora più lunga.
Secondo molti esperti i prodotti biologici sono particolarmente indicati per i bambini, per le donne in gravidanza e per quelle che allattano, per gli anziani e i convalescenti, per i vegetariani in generale.
Vediamo un po' più da vicino che fondamento hanno questi suggerimenti.
Valentina Picchi e collaboratori del CRA/IAA di Milano, in un articolo pubblicato sulla rivista Food Chemistry nel 2012, hanno riferito di diverse ricerche pluriennali coordinate da Roberto Lo Scalzo sui cavolfiori coltivati in regime biologico in confronto a cavolfiori coltivati con metodi convenzionali. I risultati pubblicati sono concordi nell'affermare che i cavolfiori biologici possiedono più sostanza secca, cioè meno acqua, e più solidi solubili, cioè sono più saporiti, più vitamina C e hanno un maggior potere antiossidante, cioè sono più nutrienti, dei corrispondenti prodotti convenzionali. Queste rilevazioni sono rafforzate dal fatto che le varietà più adatte alla coltivazione con il metodo biologico mostrano un comportamento nettamente migliore rispetto ad altre varietà non specificamente adatte alla coltivazione con metodo biologico.
Un'altra scienziata, Ewa Rembiałkowska della Warsaw Agricultural University, aveva pubblicato nel 2007 sul Journal of the Science of Food and Agriculture un articolo dove esaminava alcune decine di articoli scientifici e arrivava alla conclusione che i vegetali coltivati con il metodo biologico erano in grado di soddisfare le aspettative dei consumatori in cerca di prodotti più sani, più buoni e più ecologici.
In base ai risultati dei lavori scientifici citati e di altre pubblicazioni scientifiche, si possono elencare alcuni punti fermi sulla superiorità dei prodotti biologici rispetto ai convenzionali.
1. I vegetali biologici contengono meno nitrati, nitriti e residui di pesticidi rispetto ai vegetali convenzionali. Per quanto riguarda il contenuto di metalli pesanti, al momento non c'è un'evidente differenza tra vegetali biologici e convenzionali
2. I vegetali biologici contengono, di regola, una maggior quantità di sostanza secca, Vitamina C, composti fenolici, aminoacidi essenziali e zuccheri totali. Tuttavia, il contenuto di β-carotene  è spesso più elevato nei vegetali convenzionali.
3. I vegetali biologici contengono statisticamente più ferro, magnesio e fosforo. Per altri minerali come calcio, rame, potassio, sodio, zinco, cromo, iodio, molibdeno, selenio, boro, manganese, vanadio sembra che i vegetali organici ne siano più ricchi ma la differenza con i convenzionali non è significativa.
4. I vegetali biologici hanno, di solito, migliori qualità sensoriali. Hanno un sapore più deciso e un aroma più pronunciato, sono più dolci e più compatti perché hanno un maggior contenuto di sostanza secca rispetto ai prodotti convenzionali.
5. La preferenza per i prodotti biologici sembra essere molto spiccata anche tra gli animali domestici, come conigli, galline a anche ratti. Questa preferenza è stata osservata in esperimenti dove i fabbisogni nutrizionali degli animali era soddisfatta da mangimi sia convenzionali sia biologici.
6. I vegetali biologici, compresa la frutta, mantengono un'elevata qualità anche dopo conservazione prolungata e presentano una minor perdita di peso e di nutrienti. Una possibile spiegazione di questo fenomeno può essere data dal maggior contenuto di sostanza secca, zuccheri, minerali e altri composti bioattivi.
Quanto questa superiorità possa incidere sulla salute e sul benessere degli esseri umani è ancora da dimostrare e si dovranno aspettare i risultati delle future ricerche.


L'unico aspetto negativo che è stato quasi unanimemente riconosciuto ai prodotti biologici è la loro minore resa agronomica, valutata in circa il 20%. Ciò contribuisce ad aumentare il loro costo di produzione e a innalzare il prezzo al consumo, creando così un effettivo ostacolo per una loro sempre più ampia diffusione.
 

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