SRECO DI CIBO. NUMERI IMPRESSIONANTI ANCHE A NATALE

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FOOD WASTE, FOOD LOSS, FOOD WASTAGE - PERDITE  SPRECHI E SPERPERO DI CIBO

Secondo uno studio della FAO, l'agenzia delle Nazioni Unite che si occupa di agricoltura e alimenti, il cibo buttato via inutilmente nei vari passaggi dal campo alla tavola, cioè lo sperpero di cibo, è di circa il 30% della produzione primaria e ha un costo economico stimato in 750 miliardi di dollari, pari a 565 miliardi di euro. Il volume complessivo di alimenti persi e sprecati ammonta a 1,3 miliardi di tonnellate in tutto il globo terrestre. In questa cifra sono compresi non solo la perdita di cibo, e lo spreco ma anche tutti gli scarti di produzione.

Nonostante la crisi economica si continua a sprecare cibo, soprattutto durante le festività natalizie. Secondo alcune indagini di mercato, nel periodo di Natale finiranno nella spazzatura più di 500 mila tonnellate di prodotti alimentari, circa il 25 per cento della spesa totale alimentare che le famiglie sostengono durante le feste, circa 1,5 miliardi di euro, quasi 80 euro a famiglia
Tra pranzi e cenoni del 24, 25 e 26 dicembre, saranno gettati nella spazzatura un miliardo di euro, più di 50 euro a famiglia.
Tra Capodanno ed Epifania, invece, saranno sprecati più di 165 mila tonnellate di cibo, per un valore per nucleo familiare di poco meno di 30 euro. Tra i prodotti più sprecati si classificano nelle prime posizioni il pane e l’ortofrutta, che rappresentano circa il 40 per cento dello spreco. Seguono il latte, i formaggi e la carne.

Lo spreco di cibo non si ferma con la fine delle festività natalizie, ma continua tutto l’anno. Ogni anno, infatti, gli italiani gettano nei rifiuti 25 milioni di tonnellate di prodotti alimentari, pari a 37 miliardi di euro, il 3 per cento del Prodotto interno lordo. Secondo una stima della Coldiretti, la quantità di cibo che finisce nella spazzatura sarebbe sufficiente a nutrire 44 milioni di persone.

Sono numeri impressionanti, anche se poi bisogna andare a vedere come e dove si butta via cibo commestibile. Se ci si limita solo alla parte finale della catena alimentare, cioè il consumo domestico, queste cifre si ridimensionano notevolmente: secondo alcuni studi svolti da enti qualificati, lo spreco domestico ammonta a circa l'8% con un costo stimato per le famiglie di circa 7 euro a settimana. Quindi, buona parte dello sperpero di cibo avviene nei vari passaggi della catena alimentare, nei quali ristorazione extra-domestica e distribuzione giocano un ruolo importante.

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