EXPO MILANO 2015: cresce la soddisfazione

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Il bilancio di metà gara è positivo. Nel corso delle mie visite ho constatato con soddisfazione tutta "milanese" il mantenimento delle caratteristiche che mi avevano favorevolmente impressionato nelle visite iniziali: sicurezza, pulizia, varietà di proposte, divertimento e cultura.
Dai discorsi che sento fare dai visitatori, sembra che molti si divertano a viaggiare da un paese all'altro, come se la visita dei vari padiglioni sia una vera scoperta della cultura, dello stile di vita e del modello alimentare di paesi e popoli che sembrano lontanissimi. Per esempio, ho sentito dire da un padre al figlio in età scolare: "andiamo prima in Cina, poi in America (intesa come gli Stati Uniti)". Oppure una mamma alla figlia adolescente: "vediamo il Giappone, anche se c'è da fare la fila"!
Il punto di maggior debolezza di EXPO 2015 rimane il discorso legato ai cluster, soprattutto di quelli più decentrati, rispetto al viale principale, il Decumano, come può essere quello del Mediterraneo e della biodiversità. Nonostante gli sforzi degli organizzatori, non mi pare che il grande pubblico sia molto interessato a un aspetto così importante qual è quello della biodiversità, argomento indubbiamente piuttosto complesso e non semplice da spiegare. Forse manca una grande attrazione, come ci sono in alcuni padiglioni, e non bastano le scenografiche fotografie in grande formato ad attirare la gente.
Ho visitato molti padiglioni, non tutti, per carità, non sono un fanatico collezionista di timbri di paesi visitati (sì, ci sono anche quelli che gareggiano sul numero di paesi visitati, a suon di timbri sul passaporto di EXPO 2015).
Ci sono paesi che hanno declinato lo slogan di EXPO Milano 2015 "Nutrire il pianeta-Energia per la vita" in modo corretto, innovativo, tecnologico, razionale e anche poetico. Non voglio assolutamente fare classifiche, ma per me il padiglione più bello e interessante rimane quello del Giappone. Gli svizzeri hanno ideato un percorso molto interessante e razionale per illustrare quanto siano limitate le risorse del pianeta. Tra quelli visitati dopo il precedente articolo, mi sono piaciuti la Spagna (nella foto sotto) e la Gran Bretagna.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Quasi tutti i padiglioni sono anche belli dal punto di vista estetico e architettonico: per esempio il Nepal presenta un tempio buddista di grande effetto con colonne e statue intagliate in legno (vedi fotto sotto). Da visitare, anche se il discorso sul cibo è praticamente assente.

 

Un argomento che è stato finora poco esaminato è quello della cultura. Non solo della cultura del cibo, del modello alimentare come specchio dello sviluppo culturale di un paese e di un popolo, ma anche dell'arte presente in tutto il sito di EXPO. Molti hanno parlato del Tintoretto visibile nel sito del Vaticano, ora sostituito da un arazzo fiammingo, ma non tutti sanno che nel sito EXPO sono visibili opere d'arte sparse un po' ovunque , dal decumano ai viali laterali; alcune sono state realizzate per l'occasione, altre provengono da raccolte pubbliche o private, molte sono molto interessanti e si potrebbe costruire un percorso di visita ad hoc. Inoltre, in alcuni padiglioni è possibile assistere a esibizioni artistiche di vario tipo: per esempio al padiglione della Polonia, la cui attrazione maggiore è il Giardino Magico, un giovane e bravissimo pianista polacco si è esibito in un concerto di mezz'ora, con tanto di bis, su musiche di Chopin!
Vanno inseriti tra le proposte culturali le decine di eventi, tra convegni scientifici, esibizioni gastronomiche, riunioni tecniche, distribuzione di cibo più o meno gratuitamente, che sono in calendario ogni giorno. Non tutti di elevato contenuto, non tutti molto partecipati ma tutti che si propongono di celebrare in qualche modo lo slogan di EXPO Milano 2015. Il grosso rischio, non so da quanti temuto o previsto, è che dopo il 31 ottobre non resti alcuna traccia dei contenuti di queste centinaia, se non migliaia, di eventi. Eppure dovrebbe proprio essere questa la vera eredità di EXPO 2015. Ne riparleremo.

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