Ministero dell'AgroAlimentare: politica vecchia o realtà nuova?

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NUOVO NOME MINISTERO AGROALIMENTARE, CIBO NUTRIZIONE, MADE IN ITALY

Si chiamerà Ministero dell'Agroalimentare il nuovo organismo che prenderà il posto e le funzioni del vecchio MIPAAF

cioè il Ministero delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali: così è stato annunciato dal premier Matteo Renzi e dal Ministro Maurizio Martina.
La nuova denominazione è uno dei frutti della riforma Madia sulla semplificazione della Pubblica Amministrazione, i cui decreti legislativi sono annunciati in dirittura d'arrivo.
La notizia in sé non è né positiva né negativa, bisogna vedere cosa cambierà in concreto per tutto il comparto dell'agroalimentare, uno dei settori trainanti del made in Italy e dell'intero sistema paese.
Se non è il solito annuncio della politica marketing, più attenta ai sondaggi e a cambiamenti di facciata che a soddisfare i reali bisogni del Paese, cosa ci si aspetta dal nuovo Ministero dell'Agroalimentare?
Prima di tutto ci si aspetta che il cibo ritorni a essere considerato uno dei principali, se non il principale, protagonista della salute e del benessere di tutti i cittadini. In primo piano, quindi, la disponibilità di cibo sufficiente per tutti e la sicurezza igienica e nutrizionale, ciò che in inglese chiamano food security e food safety.
Per esempio ci si aspetta innanzitutto una politica della salute basata sulla prevenzione, di cui la buona e corretta nutrizione è una condizione indispensabile. Ci aspettiamo che sia creata un'agenzia italiana per la sicurezza alimentare, più volte promessa dai Governi passati e mai attuata, forse non solo per difficoltà di bilancio ma anche per gelosie e veti all'interno della pubblica amministrazione.
Poi ci aspettiamo il riordino dei 12 enti che si occupano di sicurezza e controllo degli alimenti in commercio:

Ispettorato centrale per la tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF), Carabinieri N.A.S. i Nuclei Antisofisticazioni e Sanità dell’Arma dei Carabinieri, Aziende Sanitarie locali, Istituti  Sperimentali di Zooprofilassi, gli Uffici di Sanità Marittima, Aerea e di Frontiera (USMAF), situati all'interno dei maggiori porti e aeroporti nazionali, i Posti di ispezione frontaliera (P.I.F.), gli Uffici Veterinari per gli Adempimenti Comunitari (UVAC), Agenzia delle Dogane, Polizia Annonaria, Corpo forestale dello Stato (MIPAAF), Direzione generale della Pesca (MIPAAF).

Un numero così elevato non garantisce il cittadino, come si vede dalle notizie ricorrenti sugli scandali alimentari, e rappresenta un indubbio spreco di risorse umane e finanziarie.
Vedremo in dettaglio i decreti attuativi quando finalmente usciranno e poi ne riparleremo.

 
 

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